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domenica 15 maggio 2011

Venerdì 7 Aprile 1300, Notte


<< - Ricordati sempre di stare attento alle strade che percorri e ai sentieri che intraprendi. Potrebbero portarti a perdere te stesso in un futuro non tanto distante. -

Quanto aveva ragione. Avrei dovuto starla a sentire, ma mi ha abbandonato, mi ha lasciato solo, senza nessuna persona che fosse il mio Nord quanto lo fosse  statolei. Ormai è morta, e io non posso portarla più indietro.
Basta! Adesso non è il momento adatto a compiangersi. Ora è il momento di capire dove sono. Intorno a me cipressi, abeti, larici inondati dal buio. Nessun raggio lunare riesce ad attraversare l'intrico di rami che mi sovrastano. Dove sono finito? Firenze è vicina o lontana?
Mi sembra impossibile che a Trentacinque anni, un uomo la cui carriera e la cui fama sono alle stelle possa perdersi in questo modo, in un'assurda foresta buia dove nessun sentiero sembra esistere!
Ho paura. Il buio e il silenzio innaturali di  questo posto mi stanno angosciando; più il temo passa, più questa foresta diventa buia, gli alberi sembrano tanti scheletri immobili e tesi allo spasmo nell'intento di saltarmi addosso per ferirmi, la paura più totale ha attanagliato il mio cuore con stretta mortale, tanto che la morte stessa sembra essere di poco superiore a questa foresta tetra nell'inquietare gli animi. Già so che ogni volta che ripenserò a questa notte, un brivido ripercorrerà la mia schiena e il mio cuore inorridirà al solo pensiero. Se riuscirò a uscire.
Ho voglia di parlare con qualcuno, devo poter raccontare queste sensazioni a qualsiasi persona che ne ha bisogno. Se sono finito qui, è per qualcosa che ho fatto. Una punizione che merito, forse? Non serbo chiaro memoria di come sono finito dentro questa foresta selvaggia e tremenda, troppo tramortito dal sonno, forse, per memorizzare il ricordo.
Ore di cammino nell'oscurità hanno accompagnato questa mia solitudine, fin quando la selva oscura cominciò a diradarsi lentamente, lasciando che una radura si aprisse davanti a me. Un monte sorge in questa spiazzo e, alzando gli occhi al cielo per vederne la cima, vidi che le stelle si stavano spegnendo una ad una, mentre, incoraggiante, il sole stava sorgendo dietro le spalle del grande colle.
Una profonda sensazione di sollievo stava facendosi largo nel mio cuore, la paura che dimorava nel lago del mio cuore stava svanendo alla vista dei raggi che carezzavano il blu della volta celeste.
Così, come quel naufrago scampato alla morte, ansimando poggia con gioia le mani sulla rena della spiaggia, sapendo di essere al sicuro e si gira verso l'oceano che ha cercato di tenerselo fissandolo a lungo, così feci io volgendomi verso la selva che ha cercato di tenermi prigioniero al suo interno, e da cui nessuno mai è uscito vivo.>>
( Liberamente tratto da Divina Commedia, Canto 1, versi 1 - 27)
Da un'idea che mi è balzata in testa tre giorni or sono.. ho pensato, se qualcun altro non l'ha già fatto, di cimentarmi nel riscrivere in prosa la Commedia di Dante, prendendomi la licenza di romanzare un momento. Opera ardua, difficile, magari farà arricciare il naso ai più, infuriare quelli che vedono il Poeta dissacrato, spero di non farlo mai volontariamente, perché scritto in prosa, allontanandolo dagli endecasillabi a rima incatenata che lo hanno reso illustre. Se sarà ritenuta opera eretica, lo potrebbe essere ma professo il mio amore per quest'opera immortale, quindi lungi da me il volerla rovinare, abbandonerò il progetto subitaneamente.
Prometto due cose: la massima fedeltà al testo originale, non inventerò niente di estraneo al testo ( salvo qualche piccola licenza ). Ripeto, la mia è solo un'idea, sono aperto alle critiche, se vorrete criticare, vi chiedo solo nel rispetto della decenza.

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